PARTHENOPE, di Paolo Sorrentino
Azzurro è un costumino steso ad asciugare sulla sedia e che Raimondo preme sul viso a respirarne l'odore( i veli soltanto d'altronde si addicono alla grazia innocentemente impudica di una ninfa nata dalle acque a cui viene dato nome Parthenope). Azzurro è quel "mare più bello del mondo", quel cielo contro cui la macchina da presa indugia in lunghi fermoimmagine su corpi di giovani dei e dee seguendo la danza dei loro sguardi desideranti, quelli con cui i giovani di tutto il mondo si rincorrono, si cercano ovunque nelle strade, nelle feste di una estate che sembra non finire mai. Una vertigine azzurra è forse quello che resta dell'incanto del piacere sognato da anime giovani che non conoscono ancora la pena della negazione, la prudenza del differimento, ma solo l'imperiosa tempesta del desiderio, l'azzardo incosciente del pericolo. Perché azzurro è anche il colore con cui in pittura si rende la distanza, azzure sono le ombre, la lontananza nel tempo e nell...