Da "HABLA CON ELLA" (Parla con lei) di Pedro Almodóvar (2002)
Un cameo di pura bellezza, un momento di silenzio sospeso dentro il caos di una storia intricata, di quelle che il destino si diverte a tessere e Pedro a raccontare per noi. La macchina da presa coincide con lo sguardo del regista che segue le reazioni emotive alla musica, indaga volti, ne intercetta movimenti impercettibili che nascondono tempeste dentro, sente e ci fa sentire il silenzio di chi trattiene il respiro, il turbamento di chi sente rimescolare dentro ferite e desideri che si risvegliano, sguardi nuovi che allacciano nuovi legami e nuove presenze e storie.
Piccoli miracoli di poesia nascosti sotto il turbine col quale abitualmente Almodovar ci distrae, come la muleta agitata dal torero davanti al toro per colpirlo meglio, a questo servono l'eccesso, l'iperbole, l'inverosimile assunto come deus ex macchina dei destini, il pedale dell'estetica coloristica spinto al massimo, la tragedia e le lacrime sotto la maschera e il trucco, perle e fango, dolore e gloria.
Dedicato a chi sa commuoversi ancora.
🎥 Marisa Sapienza
https://youtu.be/1emgUdD3_pE
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