"UOMINI DI DIO", di Xavier Beauvois

"UOMINI di Dio" è il titolo italiano ma, come spesso avviene, è meglio quel "Des hommes et des Dieux" del titolo originale che conserva l'ambiguo potere evocativo del salmo biblico iniziale e spiega forse le scelte stilistiche e il punto di vista dal quale è condotta la narrazione.
A proposito dunque di uomini che"erano dei e muoiono uomini"per onorare
la loro vita di testimonianza.
Film del silenzio, sin dalla scelta di non riempire i vuoti: musica o parole giungono raramente, amplificate dal silenzio che le circonda e le restituisce così alla loro potenza sacrale. 
Film del dilemma, delle esitazioni, delle difficili scelte che accomunano ogni condizione umana, quella degli abitanti del villaggio dal poetico nome di "giardino", Tibhirine, e quella dei frati trappisti del convento, uomini dalla vita consacrata che abitano dunque il silenzio e la separatezza.
Le mura spoglie e la loro austera geometria dentro, dove la vita della regola scandisce tempi di lavoro e di preghiera e la macchina da presa non pone il fuoco su nessuno in particolare proprio per rendere la coralità di una scelta di vita comunitaria. Fuori il rumore delle vite individuali degli uomini comuni nel villaggio/mondo. 
Tra gli uomini la fede, questa fede che qui si fa fratellanza, vicinanza nel bisogno, umanità, a volte si irrigidisce in dogmi, intolleranze, integralismi. Quando questi irrompono nella storia arriva la lacerazione, la violenza. 
Non questa la scelta del narratore, non politica, non storica (come alcuni gli rimproverano), ma interna all'umano di un narratore consapevolmente non onnisciente: capire le ragioni di uomini che interrogano il silenzio di Dio. 
Nei dubbi di cui è costellato un cammino non sapremo mai se la scelta, la decisione è quella giusta, ma la parte vera, umana, feconda dell'uomo sono la paura, la fragilità, le oscillazioni dell'insicurezza, ma anche l'urgenza della coerenza, la fedeltà a sé stessi.
La musica piena di pathos del Lago dei cigni, coi suoi crescendo di idillio e di dramma, due bottiglie di vino consumate insieme nell'ultima cena accompagnano la decisione di restare. 
L'obiettivo ora indugia finalmente sui volti dei frati, li scruta, tutti diversi nelle emozioni, tutti uguali nella scelta serena. 

🎥 Marisa Sapienza




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