"SNOWPIERCER", di Bong Joon Ho

"Snowpiercer", ovvero un fumetto francese di fantascienza letto da un regista coreano, un cast meticcio, Tilda senza denti e, toh!, il buon vecchio Menenio Agrippa. 
Nel 2031, in un'era glaciale seguita a esperimenti falliti nel tentativo di contenere il riscaldamento globale, pochi sopravvivono su un treno alimentato da un motore perpetuo. Il treno/microcosmo riproduce un mondo diviso rigidamente in classi/vagoni separati e non comunicanti: gli ultimi agli "ultimi" che mangiano cibo finto/ barrette proteiche/scarafaggi e droga, poi su sino ai primi, la "testa" del treno, riservata all'élitè e ai lussi spettanti loro per diritto naturale (e quasi divino). Già, perchè nella favola distopica Snowpiercer Bong Joo Ho fa esporre in tono  grottescamente esaltato da una impellicciata Tilda/Mason una perfetta parafrasi del noto apologo di Menenio Agrippa. Nel 494 a.c. si narra che a Roma i plebei insorgessero per chiedere la parificazione dei loro diritti con quelli dei patrizi. Gli insorti si ritirarono sul Monte Sacro e per effetto della loro secessione/sciopero si determinò un grave dissesto economico. Menenio Agrippa, inviato dal Senato a parlamentare con gli insorti, nel suo discorso alla plebe ricorse ad una astuzia retorica paragonando la società ad un organismo che può vivere e prosperare, data la connessione tra le parti, solo se queste collaborano, ciascuna per la propria funzione, al benessere generale. All'interno di questa pseudologica (ingannevole ma di successo ) se le braccia/popolo non lavorano per portare il cibo allo stomaco/senato questo non può trasformarlo in nutrimento per testa/aristocrazia, braccia e gambe/popolo. Così tutte le Tilda, severe invasate adepte del credo classista degli Wilford di tutti i tempi custodiscono l'ordine e, quasi vestali di un culto, ne tramandano la fissità.La ribellione scopriremo peraltro che è prevista, pilotata e quasi resa funzionale al sistema. Nel glaciale sudario di un mondo morto il treno/mondo gira a vuoto, allevando nell'inganno una nuova generazione che crede come Truman che quella sia l'unica realtà e dei novelli Candide che credono il loro il migliore dei mondi possibili. 
A loro e al loro risveglio è affidato però ciò che resta dell'umano. Un'orsa osserva Yona e il bambino. Nel suo sguardo i tempi lunghi della NATURA. 

🎥 Marisa Sapienza

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