"LA DONNA DI SABBIA" (Suna na onna), di Hiroshi Teshigahara

Tra i film preferiti di Tarkoskji, da un soggetto del romanziere della nouvelle vague giapponese Kobo Abe, il film narra per immagini di eccezionale e perturbante bellezza, con un bianco e nero ricchissimo e materico, volti indagati come paesaggi, corpi/sudore/materia/sabbia/ansia/sesso, conflitto tra libertà e limite esterno, tra tensioni ideali e adattamento a bisogni primari in un'esistenza ridotta al grado zero. 
Nasce da straordinarie convergenze culturali tra occidente e oriente,tra Kafka, l'esistenzialismo, il surrealismo e la visione orientale della contiguità uomo-natura, dall'attitudine a pensare in termini non antinomici cogliendo la compresenza degli opposti. Uomini e insetti, o meglio uomini divenuti insetti, metafora di una società che in quegli anni aggiungeva alla tradizionale rigidità gerarchica del passato i nuovi incubi di una spietata accelerazione capitalistica. Storia o presagio quindi di una umanità che vivrà ormai sotto scacco, stretta tra divieti e compromessi, svegliatasi una mattina ormai insetto come Gregorio Samsa e incapace ormai di smettere come Sisifo di spalare sabbia. Una musica astratta (di Toru Togemitsu) accompagna meravigliosamente le immagini. 

🎥 Marisa Sapienza 

Commenti

Post popolari in questo blog

ANATOMIA DI UNA CADUTA, di Justine Triet

THE WHALE, THE WRESTLER, BLACK SWAN. IL CORPO NEI FILM DI DARREN ARONOFSKY

"LA MOGLIE DEL SOLDATO" ("THE CRYING GAME"), di Neil Jordan (1992)